PROXMOX tips venet e /usr/portage

Tips per la personalizzazione di contenitori (CT) PROXMOX

Mount automatico di /usr/portage

Utilizzando Gentoo come distribuzione Linux all’interno dei contenitori OpenVZ può essere utile condividere tra i contenitori la /usr/portage/ in modo da poter sincronizzarla tramite la macchina host e ridurre drasticamente l’occupazione di spazio disco.
Per ottenere questo è possibile far svolgere queste operazioni ad ogni boot della VM creando o modificando tramite shell ed editor di testo lo script {VMID}.mount nella stessa directory dove è presente il file {VMID}.conf.
Spostiamoci quindi nella directory:

 cd /etc/pve/nodes/$(hostname -s)/openvz/ 

E creiamo (o modifichiamo) il file:

 vim {VMID}.mount 

Inserendo queste righe di codice:

#!/bin/bash
. /etc/vz/vz.conf
. ${VE_CONFFILE}
SRC=/var/lib/vz/portage
DST=/usr/portage
if [ ! -e ${VE_ROOT}${DST} ]; then
        mkdir -p ${VE_ROOT}${DST};
fi
mount -n -t simfs ${SRC} ${VE_ROOT}${DST} -o ${SRC}

Lo script è molto comprensibile e non contiene alcun riferimento alla singola macchina virtuale per cui è possibile copiarlo per ogni macchina Gentoo ospitata.
Al termine è necessario cambiare i diritti di esecuzione:

 chmod 700 {VMID}.mount 

Nel caso, ad esempio, di volere mantenere lo storage ed il sistema su supporto diversi per questioni di spazio o performance può essere utile aggiungere allo script il mount anche di questi mountpoint:

#!/bin/bash
. /etc/vz/vz.conf
. ${VE_CONFFILE}
SRC=/var/lib/vz/portage
DST=/usr/portage
if [ ! -e ${VE_ROOT}${DST} ]; then
        mkdir -p ${VE_ROOT}${DST};
fi
mount -n -t simfs ${SRC} ${VE_ROOT}${DST} -o ${SRC}
SRC=/storage/${VEID}/home
DST=/home
if [ ! -e ${VE_ROOT}${DST} ]; then
       mkdir -p ${VE_ROOT}${DST};
fi
mount -n -t simfs ${SRC} ${VE_ROOT}${DST} -o ${SRC}

Qusto permette di avere la home di ogni contenitore su di uno storage separato.
Utilizzo questo sistema, ad esempio, per avere lo storage su di un filesystem ZFS con compressione realtime attiva.

Utilizzo delle interfaccie veth al posto di venet

Può essere necessario utilizzare caratteristiche di rete che le interfaccie venet non forniscono (ad esempio ARP) QUI.
Seguendo quindi la guida QUI, dopo aver configurato tramite l’interfaccia web di PROXMOX la nuova scheda di rete questa risulta correttamente aggiunta al bridge di rete ma la VM può risultare isolata.

#!/bin/bash
. /etc/vz/vz.conf
. ${VE_CONFFILE}
SRC=/var/lib/vz/portage
DST=/usr/portage
if [ ! -e ${VE_ROOT}${DST} ]; then
        mkdir -p ${VE_ROOT}${DST};
fi
mount -n -t simfs ${SRC} ${VE_ROOT}${DST} -o ${SRC}
SRC=/storage/${VEID}/home
DST=/home
if [ ! -e ${VE_ROOT}${DST} ]; then
       mkdir -p ${VE_ROOT}${DST};
fi
mount -n -t simfs ${SRC} ${VE_ROOT}${DST} -o ${SRC}
IP="XX.XX.XX.XX"
/sbin/ip route del $IP dev vmbr0 2>/dev/null
/sbin/ip route add $IP dev vmbr0 2>/dev/null

Alla fine dello script si nota la rimozione e l’aggiunta di una rotta verso il bridge che ospita la VM con l’indirizzo XX.XX.XX.XX.
Lo script purtroppo contiene una configurazione specifica per cui è necessario modificarlo per utilizzarlo per altre VM.

Esecuzione comandi all’interno di un Contenitore (CT) OpenVZ

Per eseguire comandi in un contenitore OpenVZ è possibile utilizzare il comando:

# vzctl exec 103 /etc/init.d/sshd status
openssh-daemon is stopped
# vzctl exec 103 /etc/init.d/sshd start
Starting sshd: [  OK  ]

Andrea Gagliardi – netlite.it

Emerge spesso la necessità di clonare una macchina Windows esistente su hardware fisico, per utilizzarla poi come macchina virtuale su Debian PROXMOX.

Qui di seguito indicherò la procedura da noi adottata per clonare un Windows 2003 Server on the fly utilizzando CLONEZILLA.

On the fly intendo senza alcuna necessità di creare immagini su dischi esterni, ma direttamente sul disco remoto virtuale precedentemente configurato su PROXMOX.

Operazioni Preliminari:

  1.  Installare sulla macchina windows esistente mergeide.reg , permette di abilitare i driver standard IDE su macchine del tipo winxp/win2003, il file è scaricabile dal seguente link mergeide.
  2. Scaricare la iso di CloneZilla e realizzare un cdrom/DVD.
  3. Preparare utilizzando l’interfaccia PROXMOX una macchina VM definita TARGET definendo un disco di dimensione >= al disco origine presente sul server Windows 2003 (con almeno 1Gb in eccesso rispetto all’originale).
  4. Assicurarsi di aver caricato sullo Storage PROXMOX la iso virtio-win.iso per l’installazione dei driver necessari alla macchina Windows una volta clonata (rete, disco) e la iso precedentemente scaricata di CloneZilla.

A questo punto è possibile procedere come descritto di seguito.

Inserire il cd di clonezilla nel lettore della macchina fisica da clonare che chiameremo SOURCE. Riavviare la macchina e se server configurare il bios per fare il boot da lettore cdrom.

Da interfaccia CloneZilla presente sulla macchina SOURCE selezionare l’opzione “disk_to_remote_disk” (copia disco da rete).

018

 

Procedere oltre e scegliere

se presente di configurare la rete tramite dhcp o manualmente (static). Nel nostro caso essendo Windows 2003 un dhcp server abbiamo scelto static inserendo l’ip a mano.

019

Passo successivo selezionare il disco da copiare come SOURCE.

 

0201

A questo punto dopo alcuni altri passi di semplice comprensione la macchina source sarà pronta

per il trasferimento del disco via rete alla macchina TARGET.

022

Macchina TARGET (precedentemente configurata tramite interfaccia PROXMOX)

Selezionare tramite interfaccia PROXMOX il boot della macchina TARGET da iso di clonezilla. Premere start e iniziare la configurazione da interfaccia Clonezilla

Entrare in modalità shell di ConeZilla.

021

Eseguire i seguenti comandi nell’ordine indicato :

  1. sudo su
  2. fdisk /dev/sda (assicurarsi che il disco della macchina TARGET sia sda o simile) , uscire da fdisk digitando il comando ‘w’.

Sempre da shell di CloneZilla Eseguire

  1. ocs-live-netcfg
  2. ocs-onthefly -s IPSOURCE -t sda (IPSOURCE = indirizzo ip macchina source)

A questo punto inizierà la copia del disco.

Apparirà una finestra che indica il tempo stimato e le partizioni da copiare (copiare anche la partizione di boot di windows).

024

Una volta finito il processo, basterà toglire da proxmox il boot da iso di clonezilla ed avviare la macchina clonata con Start.

Una volta avviata sarà, come indicato nei preliminari, necessario installare i driver di rete virt0 o intel e1000 (consigliata in questo ultimo caso l’installazione direttamente

usando i driver scaricati dal sito Intel).

Sarà necessario riattivare la licenza di Windows 2003 server e inserire o verificare i parametri di rete della macchina TARGET.

La macchina source potrà essere spenta dopo aver verificato il corretto funzionamento della macchina TARGET.

PROXMOX calcolo cpu units

Con Proxmox è possibile assegnare tempo macchina garantito alle VM tramite l’assegnazione di CPU UNITS.

Tramite il comando

# vzcpucheck
Current CPU utilization: 4000
Power of the node: 3191600

E’ possibile stabilire la potenza del nodo.

Quindi per assegnare l’1% della potenza ad una VM occorre fare questo calcolo:

3191600 / 100 * 1 = 31916

Allo stesso modo per assegnare il 5% della potenza ad una VM occorre fare questo calcolo:

3191600 / 100 * 5 = 159580

Da quello che abbiamo potuto verificare per i contenitori openvz la modifica è istantanea per le vm KVM occorre spegnerle e riaccenderle.

andrea gagliardi – netlite.it

Installando un sistema Linux Server, tipo Proxmox (Debian), è possibile monitorare lo stato di funzionamento del controller RAID PERC H700 alias LSI MegaRAID.

Seguendo le indicazioni sul sito hwraid.le-vert.net

E’ possibile aggiungere in /etc/apt/sources.list il repository

deb http://hwraid.le-vert.net/debian wheezy main

ed aggiungere la chiave:

wget -O - http://hwraid.le-vert.net/debian/hwraid.le-vert.net.gpg.key | apt-key add

ad un successivo apt-get update verranno resi disponibili alcuni tools

apt-get install megaclisas-status megacli

è possibile invocare direttamente megaclisas-status

# megaclisas-status
-- Controller informations --
-- ID | Model
c0 | PERC H700 Integrated
-- Arrays informations --
-- ID | Type | Size | Status | InProgress
c0u0 | RAID10 | 2454G | Optimal | None
-- Disks informations
-- ID | Model | Status
c0u0p0 | SEAGATE ST900MM0006 LS08S0N08XHB | Online, Spun Up
c0u0p1 | SEAGATE ST900MM0006 LS08S0N08896 | Online, Spun Up
c0u0p0 | SEAGATE ST900MM0006 LS08S0N08X1K | Online, Spun Up
c0u0p1 | SEAGATE ST900MM0006 LS08S0N08875 | Online, Spun Up
c0u0p0 | SEAGATE ST900MM0006 LS08S0N07EBR | Online, Spun Up
c0u0p1 | SEAGATE ST900MM0006 LS08S0N084P0 | Online, Spun Up

oppure fare affidamento sul demone già attivo dopo l’installazione e far rilevare la presenza in /var/run del file megaclisas-statusd.status

Andrea – netlite.it

Documentazione completa LINK

Per l’installazione e l’utilizzo del DRBD è preferibile che vi sia almeno una scheda di rete dedicata alla sincronizzazione configurata in /etc/network/interfaces su ogni nodo.

# network interface settings
auto lo
iface lo inet loopback
iface eth0 inet manual
auto eth1
iface eth1 inet static
        address  10.0.7.106
        netmask  255.255.240.0
auto vmbr0
iface vmbr0 inet static
        address  192.168.7.106
        netmask  255.255.240.0
        gateway  192.168.2.1
        bridge_ports eth0
        bridge_stp off
        bridge_fd 0

Tuning dello strato di rete per DRBD da inserire in rc.local

echo 30000 > /proc/sys/net/ipv4/tcp_max_syn_backlog
echo 50000 > /proc/sys/net/core/netdev_max_backlog

Nel caso di DRBD su 2 x 10Gb SFP+ in bonding la configurazione ha dato i risultati sperati e le prestazioni sono state di circa 400Mbytes/sec in TCP e 800Mbytes/sec in UDP, l’innalzamento dell’MTU e del TXQUEUELEN hanno migliorato sensibilmente le performances

ifconfig eth3 mtu 9000
ifconfig eth4 mtu 9000
ifconfig bond0 mtu 9000
ifconfig eth3 txqueuelen 5000
ifconfig eth4 txqueuelen 5000
ifconfig bond0 txqueuelen 5000

Si passa all’installazione dei tools necessari

apt-get install drbd8-utils

Sulla porzione di disco (o sul pool di dischi) da destinare al DRBD (ipotizziamo sdb) si crea una partizione di tipo 8e (Linux LVM)

Si modificano i files di configurazione /etc/drbd.d/global_common.conf

global { usage-count no; }
common { syncer { rate 30M; verify-alg md5; } }

e /etc/drbd.d/r0.res

resource r0 {
        protocol C;
        startup {
                wfc-timeout  0;     # non-zero wfc-timeout can be dangerous (http://forum.proxmox.com/threads/3465-Is-it-safe-to-use-wfc-timeout-in-DRBD-configuration)
                degr-wfc-timeout 60;
                become-primary-on both;
        }
        net {
                cram-hmac-alg sha1;
                shared-secret "my-secret";
                allow-two-primaries;
                after-sb-0pri discard-zero-changes;
                after-sb-1pri discard-secondary;
                after-sb-2pri disconnect;
                #data-integrity-alg crc32c;     # has to be enabled only for test and disabled for production use (check man drbd.conf, section "NOTES ON DATA INTEGRITY")
        }
        on proxmox-105 {
                device /dev/drbd0;
                disk /dev/sdb1;
                address 10.0.7.105:7788;
                meta-disk internal;
        }
        on proxmox-106 {
                device /dev/drbd0;
                disk /dev/sdb1;
                address 10.0.7.106:7788;
                meta-disk internal;
        }
}

Si fa partire il servizio drbd con

/etc/init.d/drbd start

e si creano i metadata

drbdadm create-md r0

dopodichè si attivano i device su entrambi i nodi

drbdadm up r0

E’ possibile visualizzare lo stato del drbd con

pve1:~# cat /proc/drbd
version: 8.3.13 (api:88/proto:86-90)
GIT-hash: dd7985327f146f33b86d4bff5ca8c94234ce840e build by [email protected], 2009-09-10 15:18:39
 0: cs:Connected ro:Secondary/Secondary ds:Inconsistent/Inconsistent C r----
    ns:0 nr:0 dw:0 dr:0 al:0 bm:0 lo:0 pe:0 ua:0 ap:0 ep:1 wo:b oos:2096348

Su di un solo nodo digitare

drbdadm -- --overwrite-data-of-peer primary r0

per avviare la sincronizzazione e riabbiare il drbd su entrambi i nodi per attivare la risorsa in modalità attivo/attivo con

/etc/init.d/drbd stop
/etc/init.d/drbd start

Tuning per performance DRBD 8.3 LINK

resource resource {
  net {
    max-buffers 8000;
    max-epoch-size 8000;
    ...
  }
  ...
}
resource resource {
  net {
    sndbuf-size 0;
    ...
  }
  ...
}
resource resource {
  syncer {
    al-extents 3389;
    ...
  }
  ...
}
resource resource {
  disk {
    no-disk-barrier;
    no-disk-flushes;
    ...
  }
  ...
}

A questo punto è possibile configurare LVM editando /etc/lvm/lvm.conf

# By default we accept every block device:
filter = [ "r|/dev/sdb1|", "r|/dev/disk/|", "r|/dev/block/|", "a/.*/" ]

per eliminare sdb1 dall’autoscan
e si crea un device con

 pvcreate /dev/drbd0
 vgcreate [VG_NAME] /dev/drbd0

Tramite l’interfaccia web è possibile aggiungere il disco LVM/DRBD

Documentazione completa LINK

Dopo l’installazione e l’aggiornamento dei nodi su uno di essi si crea il cluster

pvecm create [CLUSTER_NAME]

Per aggiungere nodi al cluster sul nodo da aggiungere si digita

pve add [CLUSTER_IP_ADDRES]

Per verificare lo stato del cluster

pvecm status
pvecm nodes

Per rimuovere un nodo

pvecm delnode [NODE_NAME]

Una volta instaurato il cluster con due nodi non è possibile spegnere un nodo senza perdere la possibilità di editare i files di configurazione o di effettuare backup o creare vm in quanto non viene raggiunto il quorum necessario che si ottiene con configurazioni tipiche di 3 nodi.
E possibile abbassare temporaneamente o definitivamente il quorum a 2 o aggiungere un quorumdisk.

Documentazione completa LINK

Per configurare il fencing occorre modificare il file /etc/pve/cluster.conf

cp /etc/pve/cluster.conf /etc/pve/cluster.conf.new

Ed aumentare di +1 il valore di config_version=”XX”


Nella sezione cman aggiungere expected_votes=”1″


Situazione che è possibile forzare anche manualmente con il comando

pvecm expected 1

E dopo


E’ preferibile usare ipaddr=”192.168.1.2″ al posto di hostname=”nodeA”

Poi modificare clusternode


Per applicare le modifiche nell’interfaccia web di gestione datacenter nel tab HA è possibile Attivare le modifiche, queste verranno applicate all’intero cluster.
Eventuali errori di configurazione vengono segnalati in fase di applicazione.

Documentazione completa LINK
Per attivare il fencing bisogna aggiungere ogni nodo al dencing domain

Si modifica /etc/default/redhat-cluster-pve affinchè contenga

FENCE_JOIN="yes"

E si lancia il comando su ogni nodo

fence_tool join

Per verificare lo stato

fence_tool ls

Per installare un quorum disk iSCSI presente su di un NAS

apt-get install tgt
vi /etc/iscsi/iscsid.conf  # change node.startup to automatic
/etc/init.d/open-iscsi restart

Selezionare il target

iscsiadm --mode discovery --type sendtargets --portal [iSCSI_IP]
iscsiadm -m node -T iqn.[BLAHBLAH] -p [iSCSI_IP] -l

Create una partizione primaria con fdisk e create il quorumdisk

mkqdisk -c /dev/sdc1 -l proxmox1_qdisk

Per inserirlo nella configurazione si procede come sopra

cp /etc/pve/cluster.conf /etc/pve/cluster.conf.new

si incrementa di +1 la config_version si rimuove two_node=”1″ e si aggiunge la definizione quorumd


Sempre dall’interfaccia web nel tab HA si applica la modifica, si verifica lo stato con

pvecm s

e si applicano le modifiche con

  /etc/init.d/rgmanager stop  # This will restart any VMs that are HA enabled onto the other node.
  /etc/init.d/cman reload     # This will activate the qdisk

Assicurarsi che rgmanager sia partito o avviarlo e verificare che su ogni nodo clustat riporti qualcosa del tipo

Cluster Status for proxmox1 @ Thu Jun 28 12:23:10 2012
Member Status: Quorate
 Member Name                                         ID   Status
 ------ ----                                         ---- ------
 proxmox1a                                               1 Online, Local, rgmanager
 proxmox1b                                               2 Online, rgmanager
 /dev/block/8:33                                         0 Online, Quorum Disk

Configurazione finale


Installando un sistema Linux Server, tipo Proxmox (Debian), è possibile monitorare lo stato di funzionamento del controller RAID hardware HP Smart Array P410i.

Smart Array P410i

In /etc/apt/sources.list.d è possibile creare un file hp.list contenente:

deb http://downloads.linux.hp.com/SDR/repo/mcp/ wheezy/current non-free

LIKN SITO HP

curl http://downloads.linux.hp.com/SDR/hpPublicKey1024.pub | apt-key add -
curl http://downloads.linux.hp.com/SDR/hpPublicKey2048.pub | apt-key add -
curl http://downloads.linux.hp.com/SDR/repo/mcp/GPG-KEY-mcp | apt-key add -
[code]
ad un successivo apt-get update verranno resi disponibili alcuni tools di HP tipo hpacucli
[code]
apt-get install hpacucli

è possibile invocare direttamente hpacucli

# hpacucli controller slot=0 ld all show
Smart Array P410i in Slot 0 (Embedded)
 array A
  logicaldrive 1 (558.7 GB, RAID 1+0, OK)
 array B
  logicaldrive 2 (931.5 GB, RAID 1, OK)
# hpacucli controller all show config detail
Smart Array P420i in Slot 0 (Embedded)
   Bus Interface: PCI
   Slot: 0
   Serial Number: 5001438023BB5E90
   Cache Serial Number: PBKUA0BRH3U0X9
   RAID 6 (ADG) Status: Disabled
   Controller Status: OK
   Hardware Revision: B
   Firmware Version: 3.42
   Rebuild Priority: Medium
   Expand Priority: Medium
   Surface Scan Delay: 3 secs
   Surface Scan Mode: Idle
   Queue Depth: Automatic
   Monitor and Performance Delay: 60  min
   Elevator Sort: Enabled
   Degraded Performance Optimization: Disabled
   Inconsistency Repair Policy: Disabled
   Wait for Cache Room: Disabled
   Surface Analysis Inconsistency Notification: Disabled
   Post Prompt Timeout: 15 secs
   Cache Board Present: True
   Cache Status: OK
   Cache Ratio: 25% Read / 75% Write
   Drive Write Cache: Enabled
   Total Cache Size: 512 MB
   Total Cache Memory Available: 304 MB
   No-Battery Write Cache: Enabled
   Cache Backup Power Source: Capacitors
   Battery/Capacitor Count: 1
   Battery/Capacitor Status: OK
   SATA NCQ Supported: True
   Spare Activation Mode: Activate on drive failure
   Controller Temperature (C): 64
   Cache Module Temperature (C): 32
   Capacitor Temperature  (C): 28
.............
.............

per attivare la write cache:

# hpacucli controller slot=0 modify dwc=enable

oppure utilizzare il plugin nagios

# wget 'http://exchange.nagios.org/components/com_mtree/attachment.php?link_id=674&cf_id=24' -O check_hparray
# ./check_hparray -s 0
RAID OK - (Smart Array P410i in Slot 0 (Embedded) array A logicaldrive 1 (558.7 GB, RAID 1+0, OK) array B logicaldrive 2 (931.5 GB, RAID 1, OK))

Maggiori info qui QUI

Andrea - netlite.it

Avendo più interfacce di rete disponibili ed utilizzando switch dotati di link aggregation è possibile unire le interfacce in un bond sul quale appoggiare il bridge.

Questo deve essere configurato manualmente in quanto l’interfaccia web di proxmox non prevede questo utilizzo.

/etc/network/interfaces

auto lo
iface lo inet loopback
auto eth0
iface eth0 inet manual
        bond-master bond0
        mtu 9000
auto eth1
iface eth1 inet manual
        bond-master bond0
        mtu 9000
auto bond0
iface bond0 inet manual
        mtu 9000
        bond-mode 802.3ad
        bond-miimon 100
        bond-slaves none
        bond-lacp-rate 4
auto vmbr0
iface vmbr0 inet static
        mtu 9000
        address  192.168.1.1
        netmask  255.255.255.0
        network  192.168.1.0
        bridge_ports bond0
        bridge_stp off
        bridge_fd 0
        post-up route add -net 10.1.1.0 netmask 255.255.255.0 gw 192.168.2.254
        pre-down route del -net 10.1.1.0 netmask 255.255.255.0 gw 192.168.2.254

Il traffico di rete si distribuirà in modo automatico (e non bilanciato) sulle due interfacce aumentando sensibilmente la banda di rete utilizzata.

# ifconfig eth0
eth0      Link encap:Ethernet  HWaddr 00:26:55:ec:ef:b6
          UP BROADCAST RUNNING SLAVE MULTICAST  MTU:1500  Metric:1
          RX packets:82172110 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
          TX packets:366333813 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
          collisions:0 txqueuelen:1000
          RX bytes:32549246640 (30.3 GiB)  TX bytes:1142227109649 (1.0 TiB)
          Interrupt:24 Memory:feb80000-feba0000
# ifconfig eth1
eth1      Link encap:Ethernet  HWaddr 00:26:55:ec:ef:b6
          UP BROADCAST RUNNING SLAVE MULTICAST  MTU:1500  Metric:1
          RX packets:543001774 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
          TX packets:366337469 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
          collisions:0 txqueuelen:1000
          RX bytes:237725677253 (221.3 GiB)  TX bytes:469115298143 (436.8 GiB)

Andrea – Netlite.it

BASH Tips

Cancellare un file da VIM, mi capita spesso di salvare un file con il nome ù che poi è difficile cancellare da console:

:!rm %

Pacchetti installati (non come dipendenze) in ubuntu/debian:

aptitude search '~i!~M' -F '%p'

Sostituzione delle URL con _url_ utile per anonimizzare i log ad esempio in vim

s/[\w \W \s]*http[s]*[a-zA-Z0-9 : \. \/ ; % " \W]*/ _url_ /g
s!http[s]\?://\S*!!g

Sostituzione degli IP con X.X.X.X utile per anonimizzare i log ad esempio in vim

s/(25[0-5]|2[0-4][0-9]|[01]?[0-9][0-9]?)\.){3}(25[0-5]|2[0-4][0-9]|[01]?[0-9][0-9]?)/X.X.X.X/g

Per forzare il controllo di una partizione RAID Linux

echo check > /sys/block/mdX/md/sync_action
Per forzare la ricostruzione di una partizione RAID Linux
echo repair > /sys/block/mdX/md/sync_action

Andrea – Netlite.it

Reverse Proxy

Configurazione tipo per un reverse proxy SSL basato su Gentoo Linux e apache2

TimeOut 30
SetOutputFilter DEFLATE
AddOutputFilterByType INCLUDES application/pdf
AddEncoding x-gzip .gz
AddType application/x-javascript .gz
AddType application/javascript .gz
BrowserMatch Firefox/1\.0\.[0-9] no-gzip
# Netscape 4.x has some problems...
BrowserMatch ^Mozilla/4 gzip-only-text/html
# Netscape 4.06-4.08 have some more problems
BrowserMatch ^Mozilla/4\.0[678] no-gzip
# MSIE masquerades as Netscape, but it is fine
BrowserMatch \bMSIE !no-gzip !gzip-only-text/html
BrowserMatch "MSIE 6" no-gzip gzip-only-text/html
SetEnvIfNoCase Request_URI \.(gif|jpg|jpeg|png)$ no-gzip dont-vary
SetEnvIfNoCase Request_URI \.(htm|html|js|jsp|asp|php|do)$ !no-gzip
SetEnvIfNoCase Request_URI \.(?:exe|t?gz|zip|bz2|sit|rar)$ no-gzip dont-vary
SetEnvIfNoCase Request_URI \.pdf$ no-gzip dont-vary
SetEnvIfNoCase Request_URI \.(gif|jpg|jpeg|png)$ no-gzip dont-vary
SetEnvIfNoCase Request_URI \.(htm|html|js|jsp|asp|php|do)$ !no-gzip
SetEnvIfNoCase Request_URI \.(?:exe|t?gz|zip|bz2|sit|rar)$ no-gzip dont-vary
SetEnvIfNoCase Request_URI \.pdf$ no-gzip dont-vary
Header append Vary User-Agent env=!dont-vary
#SetEnvIfNoCase Request_URI \.* no-gzip dont-vary
#SetEnvIfNoCase Request_URI \.jsp$ !no-gzip !dont-vary
#SetEnvIfNoCase Request_URI \.htm$ !no-gzip !dont-vary
#SetEnvIfNoCase Request_URI \.html$ !no-gzip !dont-vary
#SetEnvIfNoCase Request_URI \.asp$ !no-gzip !dont-vary
DeflateFilterNote Input instream
DeflateFilterNote Output outstream
DeflateFilterNote Ratio ratio
DeflateWindowSize 15
DeflateMemLevel 9
DeflateCompressionLevel 9
ServerName nome_server
LoadModule proxy_module modules/mod_proxy.so
LoadModule ssl_module modules/mod_ssl.so
SetEnvIf User-Agent ".*MSIE.*" ssl-unclean-shutdown
SSLSessionCache shm:/var/cache/apache2/ssl_scache(4096000)
SSLSessionCacheTimeout 600
LogLevel error
ErrorLog /var/log/apache2/ssl_error_log
Listen 80
Options -All -Multiviews
AllowOverride None
Order allow,deny
Allow from all
DocumentRoot /home/domini-web/locale/www
# ServerName nome_server
# ServerAlias alias_server
DirectoryIndex index.shtml index.php index.php3 index.html
ScriptAlias /cgi-bin/ /home/domini-web/locale/cgi-bin/
CustomLog /var/log/apache2/access_log combined
AddHandler server-parsed shtml
Options +Includes
Options -Indexes -All -Multiviews +Includes
AllowOverride None
Order allow,deny
Allow from all
Include /etc/apache2/conf/*.conf

/etc/apache2/conf/server_A.conf

Listen 400
#
RewriteEngine on
#RewriteCond %{REQUEST_URI} !^/galileo/public/
#RewriteCond %{REQUEST_URI} !^/galileo/
#RewriteRule / /galileo/public/menu.faces [R,L]
# direttive proxypass ------------------------------------------
ProxyPass / http://X.X.X.X:8888/ retry=0 ttl=120 timeout=120
ProxyPassReverse / http://X.X.X.X:8888/
# autenticazione server ------------------------------------------
SSLEngine On
#128bit
SSLCipherSuite RC4-SHA:RC4-MD5:HIGH:MEDIUM:!ADH:!DSS:!SSLv2:+3DES
SSLHonorCipherOrder on
# 40 bit
#SSLCipherSuite ALL:!ADH:!EXPORT56:!EXPORT40:!SSLv2:!LOW
SSLCertificateFile /etc/apache2/ssl/server.crt
#SSLCertificateChainFile /etc/apache2/ssl/cert-new.verisign.pem
#SSLCertificateChainFile /etc/apache2/ssl/cert.verisign.pem
SSLCertificateChainFile /etc/apache2/ssl/intermediate_good.crt
SSLCertificateKeyFile /etc/apache2/ssl/server.nopassword.key
# autenticazione client ------------------------------------------
# accesso permesso solo in presenza di comunicazione almeno a 128bit
ErrorDocument 403 http://www.tuo_sito.it/
ErrorDocument 404 http://www.tuo_sito.it/
#SSLCACertificateFile /etc/apache2/ssl/client/CAcert.chain
#SSLCARevocationFile /etc/apache2/ssl/crl.pem
#SSLVerifyClient none
#SSLVerifyDepth 10
#SSLOptions +StdEnvVars
 
ServerName www.tuo_sito.it
#ServerAlias Y.Y.Y.Y
ProxyRequests on
ProxyVia on
AddOutputFilterByType SUBSTITUTE text/html
#Eventuale sostituzione del testo proxato
#Substitute "s|test_da_sostituire|vuoto|i"
# eventuale log verso syslog esterno
#CustomLog "|/usr/bin/logger -t reverseproxy -n syslog " combined
 

 

Ulteriori personalizzazioni possono essere inserite riguardi a questi tre moduli:

mod_evasive

mod_cband

mod_security

Per conto di Azalea Cooperativa Sociale, data la peculiarità dell’attività svolta e data la necessità di rinnovare il parco macchine esistente, abbiamo valutato la possibilità di migrare l’intero parco macchine aziendale verso soluzioni GNU/Linux.

Abbiamo scelto LTSP su Ubuntu per l’implementazione in server virtualizzati.

Grazie all’acquisto presso il Banco Informatico di 40 PC ricondizionati IBM Think Centre A52 con Pentium4, e 512Mb di RAM, Monitor 15″, Hard disk 40Gb  e Licenza Windows XP Pro.

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E’ stato possibile uniformare la dotazione software aziendale standardizzandola con Ubuntu 12.04 LTSP, Libreoffice, Browser Firefox, etc.

Un unico server Ubuntu, virtualizzato, è adibito alla gestione dell’intero parco utenti mentre per l’autenticazione è stato usato il Dominio Windows 2003 esistente.

Sullo stesso server sono stati installati i software necessari alla gestione delle stampe di numerose multifunzione Samsung. Il software gira nativamente in ambiente Linux e gestisce l’accaounting.

Ora gran parte degli utenti opera in ambiente uniforme, i dati sono memorizzati su due NAS in join al dominio uni dei quali tramite il filesystem ZFS permette la compressione in realtime dei files permettendo grandi economie di spazio occupato.

Le sessioni utente sono utilizzabili in rete locale ed in rete geografica su VPN tramite l’utilizzo della compressione NX per cui anche dalle sedi remote della Cooperativa è possibile utilizzare il proprio desktop, lo storage e le stampanti della sede.

LINK al progetto sul sito LTSP.org

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